L'importante ruolo dei ricognitori, al Rallye Monte-Carlo
Abbiamo chiesto a Sandro Sanesi, ricognitore per il Rally di Monte-Carlo dell’equipaggio formato da Giacomo Matteuzzi e Juri Frosini, in gara con la Renault Clio Rally5, di descriverci il suo importante ruolo al rally monegasco. Ecco i punti più significativi emersi nell’intervista:
L'intervista – a cura di Gianluca Nataloni - a Sandro Sanesi offre una panoramica dettagliata sul ruolo del ricognitore durante il Rally di Montecarlo, evidenziando la complessità tecnica e logistica di questo compito.
Di seguito i punti più significativi emersi:
- Preparazione e Mansioni: Il lavoro inizia molto prima della gara con la preparazione degli inserti e la gestione delle note dell'equipaggio, che vengono inviate quotidianamente via PDF. Insieme a Simone Brachi, il compito di Sanesi è illustrare in modo sintetico e preciso ciò che i piloti troveranno in strada 2 o 3 ore dopo (se non di più): curve sporche, tagli consigliati, situazioni climatiche e lo stato dell'asfalto (ghiaccio, neve o verglas).
- Sicurezza e Scelte Tecniche: L'obiettivo principale è garantire la sicurezza dell'equipaggio. Le informazioni fornite dai ricognitori sono fondamentali per decidere la scelta delle gomme prima che la vettura lasci il parco assistenza.
- Logistica e Orari Estremi: Il ricognitore deve transitare entro un tempo limite (massimo 70 minuti prima della prima vettura), il che comporta sveglie notturne, spesso intorno alle 4:00 del mattino. Il periodo più critico sarà la notte tra il giovedì e il venerdì, a causa della vicinanza tra i passaggi pomeridiani e quelli della mattina successiva.
- Metodologia di Lavoro e Comunicazione: Sanesi utilizza matite di colori diversi o penne cancellabili per evidenziare le differenze tra il primo e il secondo giro di prove. Queste correzioni vengono fotografate e inviate all'equipaggio tramite WhatsApp.
- Evoluzione della Strada: Viene sottolineato come le condizioni cambino drasticamente tra i passaggi: una curva "forse sporca" può diventare” totalmente sporca” dopo il transito delle Rally 1, rendendo il percorso molto più insidioso per chi guida auto a due ruote motrici.
Con Sandro Sanesi abbiamo quindi rievocato la sua esperienza come pilota Abarth del Trofeo Cinquecento al Rally di Montecarlo del 1995, che descrive come "un'altra era" rispetto a quella attuale.
I punti più significativi di questa testimonianza storica sono:
- Il rally dell'epoca prevedeva un percorso di avvicinamento da Torino a Valance. Inoltre, le prove speciali erano quasi tutte "in linea" (ovvero non venivano ripetute, tranne una), a differenza del formato moderno discusso in precedenza.
- Sanesi ricorda un numero di adesioni enorme, con ben 250 partenti nell'edizione a cui partecipò.
- Gestione dei ricognitori: Mentre oggi Sanesi svolge un lavoro personalizzato per un singolo equipaggio, all'epoca della squadra ufficiale Abarth il ricognitore era unico per tutti i piloti del team.
- Gerarchia e scelte tecniche: La decisione finale sulla scelta delle gomme (ad esempio se montare le chiodate) non era lasciata ai singoli equipaggi, ma spettava esclusivamente al direttore sportivo, Ninni Russo. Tutti gli undici equipaggi del Trofeo Abarth dovevano obbligatoriamente seguire la sua indicazione.
Curiosità – Quanto consuma una vettura da rally?
Una delle domande che torna spesso tra appassionati e addetti ai lavori è: quanto consuma realmente una macchina da rally?
Dopo aver raccolto indicazioni da diversi professionisti del settore – ingegneri e preparatori di vetture da competizione – possiamo fornire una stima indicativa ma realistica dei consumi, che variano in modo significativo tra prova speciale e trasferimento.
Consumi medi:
-
Rally4
• Prova speciale: 1,8 – 2,5 km/l
• Trasferimento: 6 – 7 km/l -
Rally2
• Prova speciale: 1,2 – 1,5 km/l
• Trasferimento: circa 5 km/l -
WRC
• Prova speciale: 1 km/l
• Trasferimento: 4,5 – 5 km/l
Il carburante utilizzato è benzina ad alto numero di ottano (102) con componenti biosostenibili.
Il costo attuale è di circa 10 euro al litro + IVA.
Nelle gare del Campionato del Mondo Rally, il carburante è fornito esclusivamente da TotalEnergies, fornitore unico sui campi gara WRC.
Il rifornimento, naturalmente, non avviene alle normali stazioni di servizio, ma esclusivamente nelle Zone di rifornimento ufficiali predisposte dall’organizzatore durante il rally.
Le novità 2026 sulle "Remote Service Zone"
Quest’anno a Monte-Carlo vi saranno due “Remote Service Zone”, uno il sabato pomeriggio prima di “scendere” a Monaco e l’altro la domenica mattina prima delle prove speciali.
Il regolamento FIA quest’anno ha “sciolto le briglie” alla norma che regola le operazioni e soprattutto i ricambi che potevano portare i due meccanici (che quest’anno diventano tre). Cerchiamo di capire le modifiche dal testo tradotto del regolamento 2026:
È consentita al massimo una (1) zona di assistenza remota per Rally, che non deve essere prevista nell'ultimo giorno di gara. [queste due condizioni sogno disattese dall’organizzazione del Monte-Carlo che ha chiesto ed ottenuto la proroga]
In ogni zona di assistenza remota:
- Deve essere istituito un controllo orario in entrata e in uscita.
- Il tempo ideale/imposto per la zona di assistenza remota deve essere di 20 minuti.
- Qualsiasi intervento all'interno della zona può essere effettuato solo dall'equipaggio, più altre tre persone per equipaggio, e utilizzando solo l'equipaggiamento, i pezzi di ricambio e gli attrezzi presenti a bordo della vettura da gara ed i seguenti elementi, che possono essere forniti dai membri del team:
- pneumatici
- computer portatile
- un cric aggiuntivo
- due pedane
- specchietti retrovisori (destro e sinistro)
- quattro cavalletti
- ammortizzatori
- molle delle sospensioni
- bracci dello sterzo
- bracci delle sospensioni/portamozzi/elementi di collegamento tra il portamozzo e il braccio oscillante/elementi di collegamento tra il portamozzo posteriore e il tirante/elementi di collegamento tra il portamozzo e il montante McPherson
- Supporti dello sterzo (montati sul portamozzo)
- Semiassi
- Sensori
- Viti, dadi e bulloni
- Materiali di consumo (acqua pura, liquidi lubrificanti e refrigeranti, cartucce d'aria per la regolazione della pressione degli pneumatici)
- Chiavi per dadi ruota, chiave dinamometrica ed utensili manuali
- È consentito l'uso di utensili a batteria, comprese le torce necessarie
- L'aggiunta di acqua pura agli impianti dei veicoli dotati di dispositivo di riempimento
- L'uso di attrezzature/materiali per lo spurgo dei freni e la pulizia del veicolo
- I dettagli relativi al trasporto di pneumatici e degli elementi sopra menzionati verso la zona di assistenza remota saranno eventualmente specificati nel regolamento particolare di ogni rally.
- Quando una zona di assistenza remota è preceduta da un riordino, deve essere predisposta una zona tecnica di 3 minuti prima del controllo orario all'uscita del riordino.
- È obbligatorio l'uso di teli.
La scelta degli pneumatici
Riassumiamo brevemente la situazione pneumatici per il Rallye Monte-Carlo, componente che sappiamo fin da ora si rivelerà fondamentale per il risultato finale.
Tutte le vetture a quattro ruote motrici dovranno montare pneumatici Hankook e la scelta delle mescole potrà avvenire tra soft, supersoft, neve e neve chiodate.
Il numero massimo di pneumatici utilizzabili per l’intero rally, shakedown compreso, sarà di:
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38 pneumatici per le vetture Rally1
-
36 pneumatici per tutte le altre categorie
La scelta non è però completamente libera: non è possibile, ad esempio, utilizzare esclusivamente pneumatici soft. Ogni equipaggio dovrà infatti selezionare le gomme all’interno di un monte pneumatici prestabilito.
Queste le possibilità di scelta:
Rally1 (38 pneumatici): 24 soft, 24 supersoft, 12 neve non chiodate, 24 neve chiodate
Altre vetture prioritarie (WRC2 e WRC3 – 36 pneumatici): 20 soft, 20 supersoft, 12 neve non chiodate, 24 neve chiodate
Per le altre vetture non prioritarie, la scelta delle mescole per i 36 pneumatici massimi utilizzabili è invece completamente libera.
A ridosso della gara, in base alle condizioni meteo, l’organizzazione potrà eventualmente modificare queste possibilità di scelta.
La descrizione delle prove speciali
Basandosi sulle descrizioni ufficiali, ecco la descrizione "illustrativa" delle prove speciali dell'edizione 2026 del Rallye di Monte-Carlo.
Shakedown di 4, 25 km
Situato a meno di cinque chilometri dal Parco Assistenza, questo Shakedown – introdotto nel 2016 in occasione dell’84ª edizione del Rallye di Monte-Carlo – presenta una seconda parte modificata, che ora segue la strada di Rabou in prosecuzione della strada della Garde. La prova è piuttosto rappresentativa del percorso nel suo complesso. Su un asfalto molto tipico del “Monte-Carlo”, il profilo della strada propone una varietà di curve, tratti in salita e in discesa, un lungo rettilineo e un tornante.
Orario di chiusura della strada: 11:01
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Ps.1 "Toudon - Saint-Antonin" di 21,90 km
Rinomata per la sua difficoltà tecnica, questa prova speciale era già stata utilizzata in occasione della 73ª edizione del Rallye di Monte-Carlo del 2005. Partenza e arrivo sono leggermente differenti, ma il tracciato montano sul versante sud e il notevole dislivello la rendono una prova particolarmente difficile e impegnativa per i concorrenti. In particolare, il tratto stretto tra Toudon e Ascros, dove la roccia calcarea friabile può provocare cadute di pietre sulla carreggiata, aumenta sensibilmente il rischio di forature. La discesa verso Saint-Antonin è più scorrevole, ma resta comunque molto tecnica, con numerosi tornanti da affrontare.
Orario di chiusura della strada: 13:05
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Ps.2 "Esclangon / Seyne-les-Alpes" di 23,80 km
Rispetto alla versione utilizzata nel 2016 per l’84ª edizione del Rallye di Monte-Carlo, la prova parte tre chilometri più a monte, da Esclangon. La prima difficoltà è il passaggio attraverso le Clues de Barles, seguito da un tratto stretto ma relativamente veloce fino ad Auzet. Con l’aumento di quota, la salita verso il Col du Fanget (1459 m) è soggetta alla presenza di ghiaccio o addirittura neve, su un fondo stradale che diventa progressivamente più difficile da interpretare. Infine, il cambio di scenario con la discesa verso Seyne-les-Alpes propone un tratto molto veloce, intervallato da spettacolari tornanti.
Orario di chiusura della strada: 15:35
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Ps. 3/11 "Vaumeilh - Claret" di 15,06 km
Disputata una sola volta, in occasione dell’86ª edizione del Rallye di Monte-Carlo nel 2018, questa prova speciale è caratterizzata da un ritmo molto elevato, con una velocità media alta, nonostante la salita verso il Col de Grêle (728 m) prima di attraversare Sigoyer e Melve. Una piccola novità è rappresentata da una chicane “spettacolare” tra i due villaggi, pensata per ridurre la velocità in un tratto particolarmente veloce. La discesa verso il traguardo di Claret è leggermente più tecnica – ma sempre molto rapida – con alcuni bei tornanti da affrontare nel finale.
Record: T. Neuville / N. Gilsoul – Hyundai i20 Coupe WRC (PS 8 – 2018) – 8’36.2’’ (105,9 km/h)
Orario di chiusura della strada: 17:35 / 6:55
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Ps. 4/7 "Laborel / Chauvac-Laux-Montaux" di 17,95 km
Questa prova speciale è stata disputata una sola volta, nel 2004, in occasione della 72ª edizione del Rallye di Monte-Carlo, ed è stata modificata quest’anno nel suo tratto finale, tra Chauvac-Laux-Montaux e la linea d’arrivo. La partenza è in leggera salita davanti al Museo del Rally di Laborel, seguita dalla salita al Col de Pierre Vesce (1056 m) e dalla discesa verso Villebois-les-Pins, dove l’attraversamento del paese è sempre spettacolare. Segue poi un’ulteriore salita, più veloce e ritmata, verso il Col de Reychasset (1052 m), prima di affrontare il nuovo arrivo, più stretto e meno esposto, soggetto a gelate e insidie, con tornanti finali in discesa particolarmente impressionanti.
Orario di chiusura della strada: 6:04
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Ps. 5/8 – Saint-Nazaire-le-Désert / La Motte-Chalancon di 28,70 km
Introdotta nel 1978 e disputata in questo senso di marcia nel 2013 in occasione dell’81ª edizione del Rallye di Monte-Carlo, questa nuova versione, con partenza e arrivo completamente inediti a La Motte-Chalancon, rende la prova speciale ancora più interessante. La prova prende il via sull’ultimo tratto stretto della PS 10/13 dello scorso anno, “La Motte-Chalancon / Saint-Nazaire-le-Désert”. La salita non presenta particolari difficoltà fino ai Cols des Guillens (802 m) e del Portail (805 m), dove solo qualche tratto ghiacciato o innevato può creare insidie. Il suggestivo passaggio attraverso Volvent precede poi una nuova salita verso i Cols de Vache (887 m) e del Roustans (1030 m). Il tratto finale è una discesa veloce e molto ritmata, con un doppio tornante seguito da una gola stretta prima di Chalancon, che si allarga progressivamente avvicinandosi al traguardo.
Orario di chiusura della strada: 7:32
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Ps. 6/9 – La Bâtie-des-Fonts / Aspremont di 17,79 km
Si tratta della versione modificata della PS 3/6 del 2019 “Valdrôme / Sigottier”, utilizzata lo scorso anno in occasione dell’87ª edizione del Rallye di Monte-Carlo. È una prova speciale dal ritmo molto elevato, che ora parte da La Bâtie-des-Fonts, uno dei villaggi più piccoli di Francia (con soli due abitanti censiti), dove nasce il fiume Drôme. La strada è inizialmente stretta e tortuosa verso il Col de Carabes (1261 m), confine naturale tra i dipartimenti della Drôme e delle Hautes-Alpes. La discesa è molto tecnica fino a La Piarre, prima di affrontare un tratto finale di 8 chilometri estremamente veloce verso Aspremont.
Record: T. Katsuta / A. Johnston – Toyota GR Yaris Rally1 (PS 12 – 2025) – 10’37.6’’ (100,8 km/h)
Orario di chiusura della strada: 8:50
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Ps. 10/12 – La Bréole / Bellaffaire di 29,93 km
Prova speciale più lunga dell’edizione 2026, unisce la PS 6/9 “La Bréole / Selonnet” del 2025 e la PS 8 “Selonnet / Bréziers” del 2014. La salita dalla partenza di La Bréole attraversa i passi di Charamel (1242 m) e Fillys (1322 m), prima di una rapida discesa verso la valle della Blanche. La prova prosegue poi lungo la strada del Château fino a Saint-Martin-lès-Seyne, per affrontare successivamente la salita al Col des Garcinets (1250 m), molto spesso innevato. Ogni anno non mancano tratti insidiosi, con ghiaccio, neve ai bordi della carreggiata e rivoli d’acqua. In sintesi, la strada offre il massimo in termini di guida pura. La discesa finale è meno complicata grazie a una migliore esposizione, anche se il delicato passaggio attraverso la frazione di La Freyssinie va affrontato con cautela in vista dell’arrivo a Bellaffaire.
Orario di chiusura della strada: 5:31
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SSS. 13 "Monaco Circuit" di 2,69 km
È un evento abbastanza raro da meritare di essere sottolineato: l’ultima super prova speciale risale infatti al 2008, in occasione della 76ª edizione del Rallye di Monte-Carlo. Una configurazione completamente nuova, disputata in notturna, con un solo obiettivo: fare spettacolo attorno a Port Hercule e nella parte bassa del Circuito di Monaco. Questo tracciato unico consente agli spettatori di vedere le vetture da rally in azione in un contesto urbano iconico, offrendo un’esperienza davvero particolare. La partenza è davanti al ristorante Quai des Artistes, seguita da una leggera salita verso la curva del “Noghès”, prima di affrontare Boulevard Albert 1er, dove sono previste due chicane prima del punto di frenata di “Sainte Dévote”. Il percorso scende poi su Avenue Kennedy, con una forte frenata prima di un tornante a destra, quindi rientra verso il “Bureau de Tabac” e la “S Piscine” tra i binari della ferrovia. Al termine di questo tratto spettacolare e molto veloce, è richiesta una frenata decisa per la sequenza di due tornanti creati per l’occasione, che offrono una serie di manovre con il freno a mano. A completare lo spettacolo, un donut a 360° su un tratto in pavé riporta i concorrenti alla “Rascasse” per un secondo giro di puro show.
Orario di chiusura ingresso: 15:00
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Ps. 14/16 – Col de Braus / La Cabanette di 12,50 km
Sono passati 20 anni dall’ultima volta in cui questa prova è stata disputata, risalente alla 74ª edizione del Rallye di Monte-Carlo nel 2006. La partenza è in salita, con una serie di tornanti, seguita da un tratto molto tecnico su una strada poco mantenuta, per lo più esposta sul versante nord, in direzione dei Cols de l’Ablé (1149 m) e del Col de l’Orme (1005 m).
La salita verso La Cabanette è composta da una sequenza di 15 tornanti, che non concede alcun respiro agli equipaggi su una strada esposta a sud fino al raggiungimento del traguardo.
Record: S. Loeb / D. Elena – Citroën Xsara WRC (PS 16 – 2006) – 11’38.5’’ (64,9 km/h)
Orario di chiusura della strada: 5:05
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Ps. 15/17 – La Bollène-Vésubie / Moulinet di 23,45 km
Un vero monumento degli anni Sessanta, utilizzato l’ultima volta in notturna nel 2022, in occasione della 90ª edizione del Rallye di Monte-Carlo. La salita da La Bollène-Vésubie verso il Col de Turini (1607 m) non presenta particolari difficoltà grazie all’orientamento geografico e alla conformazione del terreno. Le cose si fanno più impegnative avvicinandosi al passo e nei primi cinque chilometri della discesa, diventando molto più critiche sul versante esposto a nord, dove neve e ghiaccio fanno parte integrante del paesaggio in questo periodo dell’anno. Il ritmo diventa poi più costante verso Moulinet, con una serie di tratti di strada molto veloci.
Record: S. Ogier / B. Veillas – Toyota GR Yaris Rally1 Hybrid (PS 2 – 2022) – 15’14.4’’ (91,5 km/h)
Orario di chiusura della strada: 6:35
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Emanuele Fiore con Martina Musiari al via anche quest'anno del Rallye Monte-Carlo
Emanuele Fiore, forte dell’esperienza maturata nella scorsa stagione, si ripresenta al Rallye Monte-Carlo ancora al volante della Lancia Ypsilon Rally4, vettura con la quale è stato protagonista nel 2025 nella prima edizione del Trofeo Lancia Rally. Al suo fianco ci sarà la giovane ma già esperta Martina Musiari. Dal proprio profilo Facebook, Fiore ha presentato la livrea con la quale l’equipaggio sarà al via del Rallye Monte-Carlo, confermando la continuità del progetto sportivo legato al ritorno di Lancia nel mondo dei rally.
Finalmente un po' di neve
Vedere la piazza di Gap innevata (8 gennaio 2026, ore 20:30) non è più così usuale negli ultimi anni. L’ondata di freddo e neve che sta interessando in questi giorni la Francia ha però riportato un po’ di bianco, soprattutto alle quote più elevate.
Situazione diversa invece sul Col de Turini, decisamente più a sud rispetto a Gap, dove al momento non si registra presenza di neve.
La novità della "Deceleration Area"
In conformità all’Articolo 5.5.4.1 c) dell’Appendice H del Codice Sportivo Internazionale FIA 2026, viene introdotta una zona di decelerazione (Deceleration Area) allo scopo di ridurre la velocità di arrivo al punto STOP di ogni prova speciale.
Per ottenere questo rallentamento, l’organizzatore posizionerà due coni, uno sul lato destro e uno sul lato sinistro della carreggiata, in modo da obbligare gli equipaggi a ridurre la velocità.
Questi moduli di rallentamento saranno collocati a 100 metri prima del punto STOP della prova speciale.
Le relative posizioni saranno:
-
indicate nel road book
segnalate durante le ricognizioni
