Di Claudio Carusi su Martedì, 07 Luglio 2026
Categoria: Comunicati Stampa Rally

MS Munaretto chiude un weekend selettivo tra Casentino e Acropolis

Avbelj e Kobal firmano due scratch e chiudono ai piedi della top ten, ritiri amari per Pollara e Johansson, mentre Hakalehto porta a termine una gara di carattere.

MS Munaretto archivia un fine settimana intenso e ricco di spunti, diviso tra l'asfalto del Rally Internazionale del Casentino e gli sterrati severi dell'Acropolis Rally Greece, due appuntamenti dal profilo tecnico molto diverso ma accomunati da un grado di selettività elevato, capace di mettere alla prova uomini, mezzi e capacità di gestione.

Al 46° Rally Internazionale del Casentino, Bostjan Avbelj si è presentato al via con Rebeka Kobal alle note sulla Škoda Fabia RS Rally2 numero 2, confermandosi subito tra i protagonisti più attesi della gara. L'equipaggio sloveno ha aperto il proprio weekend con il miglior tempo sulla prova spettacolo di Bibbiena, ripetendosi poi sulla PS3 e mettendo così a referto due scratch che ne hanno confermato, ancora una volta, velocità e competitività assoluta.

La gara, molto combattuta e resa insidiosa da un percorso tecnico e mai semplice da interpretare, ha visto Avbelj e Kobal chiudere ai piedi della top ten a causa di una toccata con conseguente foratura, al termine di una prestazione comunque significativa per ritmo espresso e qualità dei riscontri cronometrici. Per MS Munaretto resta la conferma di un equipaggio capace di incidere immediatamente sulla classifica, anche in un contesto serrato come quello dell'International Rally Cup.

Epilogo decisamente più amaro per Marco Pollara e Giuseppe Princiotto, al via sulla Škoda Fabia RS Rally2 numero 5. Il pilota siciliano, reduce dalla vittoria assoluta conquistata al Rally dei Nebrodi, ha affrontato il Casentino con l'obiettivo di dare continuità al proprio momento positivo, trovando però una gara complessa e tutt'altro che lineare. Quando il traguardo sembrava ormai vicino, l'equipaggio ha optato per il ritiro proprio sull'ultima prova speciale della competizione, lasciando inevitabilmente un pizzico di rammarico per un risultato sfumato nelle battute finali.

A completare lo schieramento MS Munaretto sulle strade aretine c'erano Aatu Hakalehto e Niklas Heino, impegnati con la Lancia Ypsilon Rally4 numero 50. Il giovane finlandese ha disputato una prima parte di gara in crescendo, mostrando progressione e buon adattamento fino alla PS4. Alcune difficoltà incontrate nella seconda metà della competizione, in particolare sulla PS6, gli hanno poi fatto accumulare un ritardo pesante, quantificato in circa quindici minuti, compromettendo la possibilità di puntare a un risultato più importante.

Nonostante l'episodio, Hakalehto e Heino hanno scelto di proseguire, portando la vettura al traguardo e chiudendo al settimo posto tra gli Under 25. Un piazzamento che, pur condizionato dagli imprevisti, conferma la volontà dell'equipaggio di continuare a raccogliere chilometri, esperienza e riferimenti in un percorso di crescita ancora pienamente aperto.

In parallelo, MS Munaretto è stata impegnata anche nel FIA World Rally Championship, con Mille Johansson e Johan Grönvall al via dell'EKO Acropolis Rally Greece sulla Škoda Fabia RS Rally2 numero 32. Per l'equipaggio svedese si trattava di un ritorno sul palcoscenico iridato dopo il Rally Islas Canarias, questa volta su un terreno completamente diverso: quello greco, duro, sconnesso, polveroso e capace di mettere in difficoltà anche i concorrenti più esperti.

Johansson ha affrontato gli sterrati dell'Acropolis con grande maturità, mostrando padronanza della vettura e una gestione lucida in una gara dove la velocità pura, da sola, non basta mai. Prova dopo prova, il pilota svedese ha saputo costruire una prestazione solida, evitando errori inutili e mantenendo un approccio concreto su speciali particolarmente esigenti per meccanica, gomme ed equipaggi.

La corsa di Johansson e Grönvall si è però interrotta sulla PS15, quando l'equipaggio è stato costretto al ritiro a seguito di un infortunio occorso al copilota durante un atterraggio. Un epilogo sfortunato, arrivato dopo una gara condotta con intelligenza e personalità, che non cancella quanto di positivo mostrato fino a quel momento su uno degli appuntamenti più duri e iconici dell'intero calendario mondiale.