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 SI RIPARTE DA 0/20
 10 ottobre 2008

 

Ci sono momenti nella vita in cui ti senti schiacciato dagli eventi, ci sono momenti in cui non sai più se vivere o morire, ci sono momenti che vorresti eliminare per sempre dalla tua testa. Il nostro cervello non è un computer purtroppo e cancellare tutto è sempre molto difficile.
Mi ricordo che mi trovai in una situazione del genere nel 1988 quando smisi di correre, dalla sera alla mattina piombò su di me una cappa nera di eventi che solo a pensarci mi cade ancora il cuore per terra, fu un periodo decisamente difficile, anche perchè tramontò di colpo il sogno di poter continuare a fare i rally sempre a più alto livello. Ebbi problemi sentimentali (tanto per cambiare) andai a vivere in uno sperduto paesello con 500 anime e tentai di mettere la testa a posto, cosa che a tutt'oggi non sono riuscito a fare. Mia mamma quando ero piccolo (ai tempi dei Beatles) nei momenti in cui facevo il discolo mi urlava “Tagliati i capelli e vai a lavorare!!” Ecco quella volta per davvero mi tagliai i capelli e andai a lavorare, feci il direttore di una stazione sciistica per un po' di tempo, basta con i rally, basta con tutto, quante volte l'ho detto sotto l'influsso della rabbia e perchè no anche sotto l'influsso della delusione di non essere riuscito a fare quello che volevo io. Che discolo, ormai come posso sperare di cambiare a 50 e passa primavere.
In effetti i capelli adesso li taglio ma per quel poco che è rimasto perfino il barbiere mi fa lo sconto e sorride quando gli dico che gli basta poco shampoo per lavarli e che ormai può usare la cera Gray e la lucidatrice.
Quella volta me la cavai inventando la Scuola di Rally, questa volta invece la scuola ce l'ho ancora per cui non riuscirò ad inventarla di nuovo, il desiderio è stato quello di scappare via, chi non ha provato questi momenti scagli la prima pietra, scappare lontano dove con una diplomazia enorme sono riuscito a recuperare una situazione che era stata chiusa, morta e finita prima dell'avvento di questa stupida avventura che mi ha buttato il morale sotto terra. Ma ora si riparte! Mamma mia se si riparte, si riparte da ZERO con 20 anni di esperienza.
Se ricordo che sono già vent'anni che faccio questo mestiere mi viene la pelle d'oca, di qui sono passati più o meno tutti quelli che calcano le nostre prove speciali e come ultima soddisfazione la conquista del CIR con Luca Rossetti.
Lui venne qua per la prima volta nel 2003, guidava abbastanza bene, aveva coraggio e non aveva miseria a schiacciare col destro, iniziammo un lavoro sistematico e lo feci cambiare completamente modo di guidare, ci misi un po' e lui si applicò come si deve fare, i risultati si vedono adesso ed è una grande soddisfazione aver partecipato alla sua formazione, l'ultima volta è stato qua a febbraio “Vai tranquillo Luca non ce n'è per nessuno” e così fu, siamo vicini alla perfezione tecnica, poi sta a lui tenere giù o meno, io non potrò mai insegnare a qualcuno a tenere giù, o si sente o non si sente, non posso illudere uno di diventare Loeb se non ha cuore per tener giù.
Un'altra soddisfazione grandissima fu la conquista del primo mondiale con Daniel Solà, un ragazzino figlio di contadini che mi fu spedito qui per vedere se sapeva guidare la macchina, oppure il recupero di Andersson dopo l'incidente in Finlandia del 2005. Lo svedese che già era venuto l'anno prima e pubblicamente mi aveva ringraziato in conferenza stampa per averlo aiutato a vincere il mondiale Jr. dopo quell'incidente aveva completamente perso la dimensione della strada, lavorammo duro e quando vinse la gara seguente mi mandò un sms dicendo che ora era pronto per vincere ancora grazie al mio aiuto, sono cose di cui vado fiero e che nessuno può togliermi dalla saccoccia, nemmeno i miei più assidui denigratori, questa è storia, storia dei rally di cui con orgoglio faccio parte da 30 anni.
Al mondiale Finlandese mi presi la briga di contare i miei allievi iscritti, erano 24 me compreso però, beh io come allievo sono davvero un disastro, a forza di vedere gente che va in giro per la strada alla fine ci vado io al posto loro e se la mia velocità in prova è nettamente scaduta ormai non è colpa mia e a dire il vero non mi interessa più molto, è colpa del tempo e soprattutto del poco impegno che alla fine ci metto. Qui passano tutti, anche quelli che vanno in giro con le scritte della scuola concorrente per eccellenza sulla tuta, loro fanno bella figura in giro fingendo di spendere cifre enormi per i giovani, ma i piloti alla fine vengono qua e insieme cerchiamo di limare qualcosa con certosina pazienza, ma questi appiccicatori di adesivi mi hanno mai detto una volta “Vittorio grazie per quello che fai per i Rally” una targhetta, una coppetta, una stretta di mano, macchè scherziamo? Ne vado fiero lo stesso, perchè insegnare è una cosa che mi affascina ancora e per la quale avevo scelto di evitare la pensione, venti anni di scuola che uniti ad altri 12 di pilota fanno 32 anni di rally... mica poco se ci mettiamo anche gli anni a riposo fanno 35 in totale...
Si sono tanti ma non giustificano l'idea di lasciare tutto come avevo preventivato poco tempo fa, si continua, la passione anzi “Il sapore della passione” è troppo per poter dire addio semplicemente per una delusione data da una persona sbagliata, si va avanti più incazzati di prima e più determinati di prima.
Con me ci saranno sempre i miei collaboratori: Mario Trolese, Andrea Spinoni e Dario Bigazzi, loro mi aiuteranno così come hanno fatto finora nelle lunghe giornate passate a convincere piloti e aspiranti tali a stare dalla parte giusta della strada. Voglio ringraziare Claudio Micci per avermi fatto tornare la voglia di esserci, Beatrice che ha riaperto una porta che sembrava chiusa per sempre e tutti gli amici che mi hanno sopportato in questo periodo per primo Fabio Frisiero a cui va sempre il mio pensiero prima di dormire, lui sa perchè.
Mi troverete al solito posto per un bel po', con la solita passione e la stessa voglia di vincere, si perchè anche la vita è una corsa e il miglior modo di vincere è quello di vivere seguendo quello che si sente di fare, lottando come sempre contro tutto e tutti per realizzare i propri sogni.