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Qui il tempo è
uggioso, una nebbia antipatica copre tutto, sembra di essere
nella nostra pianura Padana in novembre, le Ande sono
ricoperte da una fitta coltre di nubi che solo raramente
fanno trasparire la loro maestosità innevata, in effetti
quaggiù è giugno ma è come se fosse dicembre, siamo a testa
in giù nell’emisfero australe, più vicino al polo sud che
all’equatore.
Vi sono arrivato da poco solcando il mondo a bordo del
solito traballante volo che puntualmente sopra il Brasile mi
fa fare i salti sul sedile e divenire verde di paura, si ho
sempre avuto paura di volare ma è una realtà che mi tocca
accettare se voglio muovermi in qualche maniera, ormai senza
aereo non si va più da nessuna parte e nonostante abbia più
ore di volo che un veterano della seconda guerra mondiale,
il traballare del malefico uccellaccio mi fa sempre un gran
effetto. Guardare giù la foresta Amazzonica illuminata solo
da una pallida luna e pensare di caderci dentro non mi
allieta neanche un po’, devo andare in Finlandia io tra poco
per cui non se ne parla proprio!
Già bella marachella mi ha combinato il mio amico “Nobile”
Frisiero. Lui sa i miei punti deboli, stavolta mi ha beccato
giusto giusto…
Quattro parole messe là al momento giusto hanno rivoltato i
miei ormoni rallystici ormai assopiti da tempo, un macigno
tirato in un catino d’acqua, lui sa dove colpirmi, ci aveva
provato tempo fa ma avevo resistito, come Enrico Toti
davanti al nemico, era stata una resistenza eroica “Non
passeranno” poi alla seconda spallata la stampella era
caduta e barcollando avevo tentato di aggrapparmi a qualcuno
che invece mi ha convinto ancora di più ad arrendermi del
tutto e ad accettare la sfida.
Com’è buffa la vita, a volte si pensa di fare una cosa e si
fa completamente l’opposto, basta poco e ti trovi calato in
situazioni che non avresti mai pensato, scenari che fino a
qualche attimo prima sembravano impossibili da realizzare e
soprattutto impensabili da pensare…
Quando ruzzolai in fondo a quella maledetta scarpata nel
Portogallo ’88 capii che non c’ero più, capii che dentro di
me si era rotto qualcosa, che Qualcuno non voleva che io
continuassi a fare il pilota se mai pilota ero stato, me ne
tornai sui monti come Serafino, con le pecore solo perché
anche il cane fedele se n’era andato, ci misi una bella
pietra sopra e mi dedicai ad altro che continuo tuttora a
perseguire con discreto successo e immutata passione, ora
vent’anni dopo mi trovo con indescrivibile emozione a
pensare di divertirmi tra salti dossi e laghi del rally più
bello del mondo.
Sarà un’apparizione “una tantum” anche se poi lo so che mi
verrà la voglia di continuare magari con la scusa di
ammortizzare le spese di tuta, casco, collare ecc. e che
fremerò dal “farne un’altra” spero che Iddio mi assista nel
tenere la mia mano calmierata, lungi dal tentare imprese che
so di non poter fare, spero che Iddio mi lasci la
possibilità di venire meno alla mia promessa di non correre
più, lasciandomi provare ancora quelle emozioni che hanno
fatto della mia vita una vita diversa, una vita da rally,
non più come protagonista ma come osservatore, come
pensionato del volante che va a trovare il vecchio posto di
lavoro dove ritrova le emozioni e le sensazioni di una
volta, è solo questo che voglio e che chiedo umilmente mi
possa essere concesso.
Nella vita le soddisfazioni non hanno prezzo e questa per me
è la più grande soddisfazione, il più grande regalo che solo
il mio miglior amico poteva farmi, poter tornare dentro a
quel mondo che per tantissimi anni sono stato costretto a
vedere solo da fuori come spettatore inerte di uno
spettacolo che mi appartiene, come fossi stato recluso a
scontare una pena di cui proprio non ho colpa.
Abbiate pazienza perché non sarò lento, ma lentissimo, lo so
che qualcuno pensa il contrario, ma purtroppo il tempo non è
generoso con chi resta fuori dagli sport per lungo tempo,
per me ormai la velocità fa paura e non sono più abituato a
pensare con rapidità, ci proverò ma credo che i tempi
saranno piuttosto deludenti, d’altronde non vedo cosa dovrei
dimostrare al mondo se non quello che ho già detto,
divertirmi ed avere il coraggio di esserci.
Voglio ringraziare tutti quelli che hanno espresso
entusiasmo per questa mia follia senile, non ultima Barbara
Perugini che a quanto pare avrà il coraggio di sedersi a
destra non si sa se per compassione o per incoscienza, in
fin dei conti se ci saremo lassù tra i laghi un po’ è anche
colpa sua…
La nebbia si è alzata e le Ande sono cariche di neve, un
pallido sole illumina le vette più alte, qui è l’ora del
cappuccino mentre da noi si pranza, guardo su verso il
nord/est e sorvolo in un attimo il Brasile, l’Atlantico, il
nord Africa, Italia, Germania, Polonia fino a piombarmi in
mezzo al paese dei mille laghi e dei mille salti, il rally
più bello del mondo, l’importante nella vita è continuare a
sognare…
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