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DALLE ANDE AL MILLE SALTI
20 giugno 2008

 

Qui il tempo è uggioso, una nebbia antipatica copre tutto, sembra di essere nella nostra pianura Padana in novembre, le Ande sono ricoperte da una fitta coltre di nubi che solo raramente fanno trasparire la loro maestosità innevata, in effetti quaggiù è giugno ma è come se fosse dicembre, siamo a testa in giù nell’emisfero australe, più vicino al polo sud che all’equatore.

Vi sono arrivato da poco solcando il mondo a bordo del solito traballante volo che puntualmente sopra il Brasile mi fa fare i salti sul sedile e divenire verde di paura, si ho sempre avuto paura di volare ma è una realtà che mi tocca accettare se voglio muovermi in qualche maniera, ormai senza aereo non si va più da nessuna parte e nonostante abbia più ore di volo che un veterano della seconda guerra mondiale, il traballare del malefico uccellaccio mi fa sempre un gran effetto. Guardare giù la foresta Amazzonica illuminata solo da una pallida luna e pensare di caderci dentro non mi allieta neanche un po’, devo andare in Finlandia io tra poco per cui non se ne parla proprio!

Già bella marachella mi ha combinato il mio amico “Nobile” Frisiero. Lui sa i miei punti deboli, stavolta mi ha beccato giusto giusto…
Quattro parole messe là al momento giusto hanno rivoltato i miei ormoni rallystici ormai assopiti da tempo, un macigno tirato in un catino d’acqua, lui sa dove colpirmi, ci aveva provato tempo fa ma avevo resistito, come Enrico Toti davanti al nemico, era stata una resistenza eroica “Non passeranno” poi alla seconda spallata la stampella era caduta e barcollando avevo tentato di aggrapparmi a qualcuno che invece mi ha convinto ancora di più ad arrendermi del tutto e ad accettare la sfida.

Com’è buffa la vita, a volte si pensa di fare una cosa e si fa completamente l’opposto, basta poco e ti trovi calato in situazioni che non avresti mai pensato, scenari che fino a qualche attimo prima sembravano impossibili da realizzare e soprattutto impensabili da pensare…

Quando ruzzolai in fondo a quella maledetta scarpata nel Portogallo ’88 capii che non c’ero più, capii che dentro di me si era rotto qualcosa, che Qualcuno non voleva che io continuassi a fare il pilota se mai pilota ero stato, me ne tornai sui monti come Serafino, con le pecore solo perché anche il cane fedele se n’era andato, ci misi una bella pietra sopra e mi dedicai ad altro che continuo tuttora a perseguire con discreto successo e immutata passione, ora vent’anni dopo mi trovo con indescrivibile emozione a pensare di divertirmi tra salti dossi e laghi del rally più bello del mondo.

Sarà un’apparizione “una tantum” anche se poi lo so che mi verrà la voglia di continuare magari con la scusa di ammortizzare le spese di tuta, casco, collare ecc. e che fremerò dal “farne un’altra” spero che Iddio mi assista nel tenere la mia mano calmierata, lungi dal tentare imprese che so di non poter fare, spero che Iddio mi lasci la possibilità di venire meno alla mia promessa di non correre più, lasciandomi provare ancora quelle emozioni che hanno fatto della mia vita una vita diversa, una vita da rally, non più come protagonista ma come osservatore, come pensionato del volante che va a trovare il vecchio posto di lavoro dove ritrova le emozioni e le sensazioni di una volta, è solo questo che voglio e che chiedo umilmente mi possa essere concesso.

Nella vita le soddisfazioni non hanno prezzo e questa per me è la più grande soddisfazione, il più grande regalo che solo il mio miglior amico poteva farmi, poter tornare dentro a quel mondo che per tantissimi anni sono stato costretto a vedere solo da fuori come spettatore inerte di uno spettacolo che mi appartiene, come fossi stato recluso a scontare una pena di cui proprio non ho colpa.

Abbiate pazienza perché non sarò lento, ma lentissimo, lo so che qualcuno pensa il contrario, ma purtroppo il tempo non è generoso con chi resta fuori dagli sport per lungo tempo, per me ormai la velocità fa paura e non sono più abituato a pensare con rapidità, ci proverò ma credo che i tempi saranno piuttosto deludenti, d’altronde non vedo cosa dovrei dimostrare al mondo se non quello che ho già detto, divertirmi ed avere il coraggio di esserci.
Voglio ringraziare tutti quelli che hanno espresso entusiasmo per questa mia follia senile, non ultima Barbara Perugini che a quanto pare avrà il coraggio di sedersi a destra non si sa se per compassione o per incoscienza, in fin dei conti se ci saremo lassù tra i laghi un po’ è anche colpa sua…

La nebbia si è alzata e le Ande sono cariche di neve, un pallido sole illumina le vette più alte, qui è l’ora del cappuccino mentre da noi si pranza, guardo su verso il nord/est e sorvolo in un attimo il Brasile, l’Atlantico, il nord Africa, Italia, Germania, Polonia fino a piombarmi in mezzo al paese dei mille laghi e dei mille salti, il rally più bello del mondo, l’importante nella vita è continuare a sognare…