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Le prove speciali del Tindari Rally

tindariPS.1 "Tindari" di 2,95 km
È la prova inedita dell’edizione 2026 e sarà anche quella che aprirà il rally sabato pomeriggio. Si corre praticamente tutta in salita, in direzione del Santuario di Tindari. Il percorso è molto tortuoso, con tanto grip, ma presenta anche diverse curve particolarmente insidiose.

gioiosaPS. 2/3 "Gioiosa Marea" di 8,70 km
È ormai una classica del Tindari Rally, presente fin dalla prima edizione. Insieme alla Santa Maria Polverello è una delle prove più lunghe della gara. La prima parte è tutta in salita ed è caratterizzata da numerosi tornanti, spesso molto spettacolari per il pubblico. Nel tratto finale il percorso cambia completamente, scendendo su un fondo più sconnesso e impegnativo. Negli ultimi 500 metri c’è poi uno dei punti simbolo della gara: il celebre salto di Gioiosa, dove ogni equipaggio cerca inevitabilmente di regalare un po’ di spettacolo. 
Lo scorso anno il miglior crono fu quello di Marco Pollara in 5:40"4

tripiPS. 4/6/8 "Tripi Abakainon" di 7,70 km
Sarà la prova che aprirà la giornata di domenica. È un tratto molto veloce, alternato ad alcune zone più sconnesse, con le caratteristiche tipiche delle strade dei Nebrodi. Anche qui il grip è generalmente elevato e consentirà ai piloti di spingere molto.
Lo scorso anno il miglior crono fu quello di Marco Pollara in 4:43.0

polverelloPS. 5/7/9 " Santa Maria Polverello" di 9.40 km
È la prova più lunga del rally e, al Tindari, viene proposta per la seconda volta. Si tratta però di una speciale con una lunga storia, già utilizzata nel Rally Internazionale Città di Messina. Piloti del calibro di Franco Cunico e Andrea Aghini l’avevano indicata in passato come una delle prove più belle del Campionato Italiano. Il percorso è mediamente in salita, molto veloce e ricco di cambi di ritmo: si parte dalla collina per arrivare fino a circa 1.000 metri di quota. Per lunghezza e caratteristiche tecniche potrebbe essere uno dei tratti decisivi per la lotta alla vittoria.
Lo scorso anno il miglior crono fu quello di Marco Pollara in 5:46"9