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WRC - Ogier, un'ispirazione per i giovani

Per il boss M-Sport i due mondiali vinti nel 2017 e nel 2018 dal francese serviranno da stimolo per i rallisti del futuro.

Pur avendo tra le mani un'auto poco più che privata era riuscito da subito a vincere e a fare la differenza.Reduce da anni di dominio con il colosso Volkswagen, nelle due stagioni trascorse tra le fila del team con base in Cumbria Sébastien Ogier, aveva dimostrato che talento, regolarità e intelligenza possono sopperire se non a tutti, a molti deficit del mezzo. Per questo il manager della scuderia inglese Richard Millener si è detto convinto che l'esempio del sei volte iridato servirà da modello e sprone per le generazioni future.

"I piloti che verranno dovranno guardare a come si è gestito da noi, perché quelli sono stati due campionati molto difficili da conquistare", ha affermato a wrc.com. "Se si riesce a seguire quel metodo, allora si può fare davvero bene".

Primo driver dopo Ari Vatanen nel 1981 a salire sul tetto del mondo al volante di una Ford, Séb ha lasciato un'importante eredità alla M-Sport.

"E' stato estremamente coerente e professionale in ogni sua azione", ha aggiunto il dirigente. "Inoltre era talmente veloce da poter resistere a qualunque tatticismo o gioco mentale messo in atto dai concorrenti. E' piuttosto forte dal punto di vista mentale e il suo navigatore Julien Ingrassia è ugualmente focalizzato al 100%. I due mondiali passati con loro sono stati decisamente belli. Non li dimenticheremo".

Ladelusione del campione in carica

A proposito del 36enne, sebbene non con il medesimo entusiasmo, si è espresso, pure Ott Tänak, che nella scuderia britannica ha militato fino al 2017 prima di trasferirsi in Toyota.

"Ad inizio dicembre 2016 mi chiamò il patron Malcolm Wilson e mi disse che Ogier sarebbe entrato nell'equipe",il racconto dell'estone nel corso di una diretta Instagram di Hyundai. "Fu un modo elegante per farmi capire che potevo anche sloggiare. Poi la sera di Natale mi informò che in ogni caso avrei dovuto rinunciare al mio ingegnere in quanto essendo il migliore del team doveva dedicarsi a Sébastien. Mi arrabbiai moltissimo".

In realtà il 32enne rimase ancora per una replica.

"In quella stagione non potei mai usufruire di pezzi nuovi, ma questo mi rese più forte", ha rivelato. "Al principio faticai molto ad accettarlo, ma con il tempo imparai a dare battaglia con quello che avevo a disposizione".

"In generale il transalpino ha lavorato bene con la squadra e con furbizia ha domandato ciò di cui aveva bisogno. A me personalmente ha dato alcuni consigli. Astuzie che potranno tornarmi utili", ha poi concluso il pupillo di Markko Martin. 

Chiara Rainis

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