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WRC - Ogier: "Non dovevamo correre in Messico"

Per il vincitore del terzo round stagionale è stato un errore proseguire nonostante l'emergenza Coronavirus

Il rischio di trovare tutti gli aeroporti sbarrati a causa delle misure preventive alla diffusione del COVID-19 hanno spinto gli organizzatori del Rally del Messico a cancellare l'ultima giornata di battaglia concludendo così l'evento alla speciale 21. Secondo il trionfatore del classico round su terra Sébastien Ogier il WRC non sarebbe mai dovuto approdare in Centro America visto l'allarme in tutto il pianeta. Lo aveva detto sin dall'inizio e lo ha ribattuto una volta portato a termine il compito.

"E' stata una buona corsa per noi. Le sensazioni sono state positive sin dalla partenza e questo ci ha consentito di prendere il comando sin dal venerdì mattina. Sabato, grazie ad una posizioni di start favorevole siamo riusciti a spingere e ad aumentare il vantaggio per poi controllare", ha analizzato il campione della Toyota prima di esprimere in maniera netta e chiara il suo parere sulla scelta dei vertici del mondiale di andare avanti come nulla fosse nonostante la maggior parte delle discipline sportive si stesse fermando. "L'auto è stata veloce ed affidabile, e i punti ottenuti sono ottimi in chiave campionato, tuttavia, questo successo ha un sapore diverso dagli altri, in quanto non avrebbe dovuto esserci alcun rally. Proteggere le vite umane deve essere la priorità rispetto agli altri interessi e alle competizioni. Se si mettono in pericolo i tifosi, vincere non ha valore".

Dopo l'Argentina anche il Portogallo in forse

A proposito degli strascichi che porterà con sé il Coronavirus è ormai ufficiale che il Rally d'Argentina, originariamente in programma dal 23 al 26 aprile, verrà disputato, forse, in un altro momento della stagione.

In bilico anche la prova lusitana, a cui comunque il responsabile del promoter del WRC Oliver Ciesla crede ancora.

"Speriamo di poterla fare, ma ad oggi nessuno può avere informazioni reali riguardo alla situazione sanitaria europea e mondiale", ha affermato. La risposta definitiva, se tutto va bene, dovrebbe arrivare per metà aprile.

Chiara Rainis

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