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WRC - Il Giappone si svela e l'Estonia limita gli spettatori

Dopo la lunga pausa per l'emergenza sanitaria, il mondiale si prepara alla ripartenza in programma a settembre

Dopo dieci anni di assenza, il Rally del Giappone torna nel calendario iridato. L'appuntamento previsto per il weekend dal 19 al 22 novembre sarà caratterizzato da 19 speciali per un totale di 307 km cronometrati. Secondo quanto appena rivelato dagli organizzatori, la prova di svolgerà interamente su asfalto a differenza del passato. La base sarà a Nagoya sull'isola di Honshu, mentre le PS, piuttosto tecniche e rese complesse da una grande quantità di curve, si snoderanno più a sud sull'isola di Hokkaido e perlopiù attorno alla città di Sapporo.

Se un po' per tutti l'evento sarà inedito, per i piloti Toyota Gazoo Racing Kalle Rovanperä, Elfyn Evans e Takomoto Katsuta lo sarà di meno avendo disputato l'edizione promozionale del 2019.

Estonia a porte aperte ma contingentate

Come l'Asia, anche l'Europa sta cominciando a lavorare in ottica ripresa. Il Paese baltico, che aprirà la seconda parte di stagione dal 4 al 6 settembre, ha reso noto che le strade di Tartu saranno accessibili ad un massimo di 20.000 persone. 16.000 saranno invece i pass in vendita a partire dal mese di agosto ad un prezzo pari a 65 euro, suddivisi in 16 gruppi diversi da 1000 unità ciascuno, così da evitare assembramenti. Ogni persona potrà assistere a non più di cinque speciali.

Per quanto concerne il personale legato alle squadre e al WRC, il numero sarà limitato a 4000.

Sempre nell'ottica del rispetto del distanziamento sociale, non avranno luogo le classiche Super Stage cittadine, inoltre la cerimonia di partenza e il podio finale si terranno senza pubblico. 

Chiara Rainis

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