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Stefano Albertini, considerazioni di un campione

​ È sempre un piacere incontrare Stefano Albertini, il campione italiano WRC in carica; eccone una breve intervista.

Stefano, è passato qualche mese dalla vittoria del titolo, cosa ti rimane dentro di questa splendida annata?

Danilo Fappani e Stefano Albertini

Soddisfazione, sicuramente tanta soddisfazione. Era un po' che ero fermo e che non correvo con continuità ed essere riuscito a vincere cinque gare sulle sei che ho corso, vuol dire che funzionato tutto bene, la macchina, Danilo, io e la squadra: tutta una situazione che ci ha permesso di andare così bene. È stata una grossa soddisfazione anche a livello mio personale. 

Come hai visto il Campionato Italiano WRC, una serie che è molto cresciuta negli ultimi anni?

La Ford Fiesta WRC

Magari da fuori può sembrare che abbiamo vinto "facilmente", ma non è proprio così. Gli avversari sono di alto livello, conoscono bene le loro machine e hanno tanta esperienza su queste gare: poi è chiaro che il livello del CIR è più alto, ma qui siamo piloti che lunedì andiamo tutti a lavorare ed è inevitabile che non riusciamo a concentrarsi al cento per cento sul discorso corse. Detto questo, il livello di questo campionato è molto buono.

Oltre il "solito" problema di "budget", il discorso "disponibilità di tempo" in questo campionato è molto importante: i piloti sono tutti appassionati, ci mettono grande impegno, le squadre sono tutte private e ci sono anche tante macchine di proprietà. Rispetto al CIR la grossa differenza è questa: nel Campionato Italiano Rally ci sono piloti con molte risorse che si concentrano al cento per cento sulle corse, qui nel WRC no. 

Il tuo approccio alle gare però quest'anno è sempre molto professionale e sei stato competitivo fino dal primo chilometro di prova

Stefano Albertini

Abbiamo cercato di approcciarci alle gare come abbiamo sempre fatto, la mentalità "da corsa" deve essere sempre quella, sia che corri la ronde di casa mia con la "r2", sia che sei al Sanremo con la "r5": io i rally li prendo sempre allo stesso modo, anche se chiaramente qui la pressione è più soft, arrivi alle corse più tranquillo, nel CIR anche quando sei a casa devi pensare e preparare la gara.

Si può dire che tu abbia fatto un percorso insolitamente inverso rispetto ai tuoi coetanei: hai iniziato direttamente nel wrc per poi tornare, da vincente, in Italia ...

Stefano Albertini

Se potessi tornare indietro probabilmente cambierei diverse cose del mio percorso nei rally: una di queste sarebbe proprio aver fatto lo Junior forse troppo presto che non si è rivelata una scelta troppo azzeccata.Il percorso giusto è quello che fanno i ragazzi emergenti di oggi, stile Rovanpera, che oltre ad avere talento hanno dietro di loro un progetto e delle idee molto chiare. Oltre alle possibilità economiche per farlo, naturalmente.

Quanto è stato importante per te avere in macchina quest'anno Danilo Fappani, uno dei più forti navigatori in attività?

Stefano Albertini

Danilo ha avuto un ruolo fondamentale nella vittoria del titolo e di tutto quello che abbiamo fatto quest'anno: non solo non ci sono molti navigatori con la sua esperienza, ma in macchina abbiamo sensazioni molto simili, anche quando facciamo qualche modifica alla vettura ci confrontiamo e riusciamo a prendere insieme le decisioni giuste. E questo è molto importante ai fini del risultato; anche con il discorso note siamo molto affiatati, insomma, c'è un bel rapporto fra noi!  

Inevitabile parlare infine del 2018

Stefano Albertini

La Scuderia Mirabella Mille Miglia, che ci ha permesso di correre e vincere il titolo, dopo diversi anni è ritornata molto attiva e vorrebbe fortemente un 2018 nel Campionato Italiano Rally: ora però bisogna valutare e capire le reali possibilità per farlo. Ci siamo confrontati più volte e ti posso dire sinceramente senza alcun problema, che se ci saranno le condizioni di farlo in un certo modo, io sarei felice e contento di fare il CIR, ma se è solo per fare da contorno a qualcuno, non è questo il mio obiettivo. Se ci saranno le possibilità di ben figurare, ci andremo, altrimenti per andare solo a far numero, no e cercheremo di fare qualcos'altro.