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Luca Rossetti, chiuso il 2017, si guarda al futuro

Premiazioni IRCupo 2017

La premiazione IRCup è stata l'occasione per incontrare Luca Rossetti, fresco vincitore proprio di questa serie che lo ha visto primeggiare a bordo una Skoda Fabia R5 contro le più potenti WRC. L'interesse in questo momento su Luca è alto, perché "radiorally" lo rivuole a gran voce protagonista del CIR, da cui manca da diversi anni.

Luca Rossetti al Due Valli 2017

Luca, dopo qualche anno di assenza dai principali campionati, sei tornato da vincente nell'IRCup e la partecipazione spot all'ultimo evento del CIR 2017 ha dimostrato che il pilota Rossetti è ancora competitivo al alti livelli.

A Verona, ad ottobre, erano tutti molto curiosi per come sarebbe andata ed io più di tutti, per capire se dopo questi anni di assenza dal massimo campionato italiano fossi ancora competitivo, anche se due anni a battagliare contro le wrc nel IRCup sapevo che mi avevano tenuto in ottimo allenamento. Il risultato del Due Valli mi ha reso molto contento ed in parte sorpreso: abbiamo raccolto la consapevolezza di esserci, anche se naturalmente una gara secca ha un altro approccio rispetto ad un campionato intero, però a Verona nessuno stava giocando. Abbiamo trovato la condizione ideale tutti quel weekend: la macchina era bellissima, le gomme c'erano. Abbiamo fatto le cose bene e ottenuto il risultato sperato. 

Luca Rossetti al Due Valli 2017

Spendiamo due parole in più su questa vettura, la Skoda Fabia, diffusa e vincente nel campionato del mondo e in Italia forse utilizzata meno, dal solo Umberto, seppur ad alti livelli.

Skoda Motorsport ha fatto un gran lavoro su tutta la vettura e quello che balza subito al "sedere" è la differenza di risposta del motore, rispetto alle altre vetture di classe. Non è la più potente ma nei rally questa è sola una delle tante componenti da esaltare. È comunque una vettura sviluppata esclusivamente per le gare mondiali, quindi veloci e su fondo sterrato: hanno fatto delle scelte tecniche di ciclistica in tal senso e la vettura è performante proprio su quei percorsi mentre sui percorsi nostrani, che sono i più lenti del mondo, i team devono lavorare parecchio per trovare il setup giusto. Comunque Scandola, Crugnola e tanti altri la fanno correre bene.

Luca Rossetti al Due Valli 2017

Questa domanda infatti voleva anticipare la prossima: una delle tue caratteristiche più apprezzate è quella di essere un "pilota ingegnere", tanto riesci a comunicare con la componente tecnica del team; è un talento il tuo ?

La mia è una passione per la tecnica, mi piace capire come funzionano le cose. Sono sempre stato appassionato di tecnica e ho avuto la fortuna in Abarth di lavorare a stretto contatto con gli ingegneri, fare domande e ottenere risposte autorevoli sulla dinamica dei veicoli e ho anche studiato sui libri, mi piace molto. Quando guidi è importante capire che qualcosa non va ma soprattutto capire dove non va. Sei tu che guidi quindi avere la padronanza tecnica ti aiuta molto a mettere a posto la vettura nel migliore dei modi. Poi quando lavori in team strutturati è diverso: il pilota fa il pilota e l'ingegnere fa l'ingegnere. Quest'anno ho avuto l'esperienza molto interessante della Toyota, dove hanno molto apprezzato la mia apertura mentale: su una vettura nuova non devi avere paura di provare nuovi soluzioni! Però loro avevano quattro ingegneri che facevano il loro lavoro ed io dovevo pensare a guidare e a trasmettere il mio feeling solo se me lo chiedevano.

In team invece meno strutturati, la mia esperienza tecnica torna "bene" perché riesco a farmi l'assetto della vettura come mi piace. 

Luca Rossetti e Eleonora Mori [Actualfoto]

Veniamo all'IRCup 2017 che ti ha visto vincitore: sono solo quattro gare ma molto impegnative. Si può definire un vero campionato?

L'IRCup è una vera "figata" perché coniuga alla componente tecnica anche quella ludica e amichevole. Sono gare molto belle, con prove lunghe, molte speciali in un giorno e hai anche la notte che a me piace molto. Insomma dei "rally", strano vero? Bisogna fare in tal senso un plauso agli organizzatori perché prestano molto attenzione al rapporto con il cliente, che nel caso dei rally è il concorrente. Io ho cominciato a fare l'imprenditore da qualche anno e ho subito dovuto imparare questo: l'attenzione verso il cliente è fondamentale, anche se deve sottostare a delle regole è fondamentale aprire un dialogo con lui. Questo penso sia il successo delle gare IRCup. Gli organizzatori ti continuano a chiamare e ti chiedono consigli e opinioni su qualunque cosa, per poi decidere se e come applicare le tue indicazioni naturalmente

Luca Rossetti

Ormai siamo alla partenza del Campionato del Mondo. Fra due mesi parte il CIR e dopo qualche settimana l'IRCup. E Luca Rossetti?

Io per intanto vendo "pellets" e organizzo trasporti !! Sicuramente la partecipazione a Verona mi ha fatto tornare l'appetito del CIR, d'altra parte però la premiazione dell'IRCup mi ha fatto ricordare che questa è una realtà che mi piace moltissimo. La verità è che non ti inventi nulla, tanto meno la partecipazione ad un CIR: bisogna essere preparati, investire molto denaro ed avere la consapevolezza che non rientra nemmeno un "penny". Nell'IRCup la partecipazione è commisurata al ritorno economico e da pilota professionista quale ero, ho imparato che è molto importante la parte di bilancio finanziario. Non penso che in un ACI manchino le risorse economiche per mettere dei premi in denaro ai primi classificati, forse manca la volontà, non capisco altrimenti. Quindi, in quest'ottica, l'IRCup è molto attraente. D'altra parte il Campionato Italiano Rally ha senso parteciparvi come pilota ufficiale, che è la priorità per chiunque corra. Il traguardo non è vincere il CIR ma esserci da pilota ufficiale, poi corri dove decide la squadra e lo fai ogni volta per vincere, perché è il tuo lavoro: sei un lavoratore del volante !

La mia decisione arriverà verso metà febbraio, un mese prima che parta il CIR. Al momento ci sono alcuni discorsi, ma non c'è nemmeno tanta pressione di finalizzare, bisogna attendere e vedere cosa c'è di concreto. Un CIR fatto in una determinata maniera ci sta. A Verona mi sono molto divertito, ora bisognerà valutare anche la parte economica. 

Luca Rossetti

Quest'anno cambia il format del CIR, si ritorna ad un'unica classifica con solo una tappa da disputare. Che ne pensi?

Andrò probabilmente controcorrente, ma a me, visto da fuori, il format di questi ultimi due anni piaceva. È stato semplicemente comunicato male: ci siamo incasinati ma non era altro che dare punteggio ai vincitori di ogni singola tappa. Il vincitore del rally era poi un'altra cosa e non c'entrava nulla. Fine. Abbiamo avuto due anni molto interessanti fino all'ultima gara e se il target di questo sport è creare spettacolo e interesse per il pubblico, questo andava bene perché attirare l'interesse del pubblico vuol dire stimolare le aziende ad investire per vendere il loro prodotto. Se non ti guarda nessuno questo non succede. Un campionato che si chiude due-tre gare prima della fine della stagione vuol dire che il pilota è stato il più bravo di tutti, a lui i complimenti, ma a noi che vendiamo un prodotto, cerchiamo uno sponsor e la stessa Acisport, abbiamo bisogno di più "thrilling" che si tramuti in interesse e maggior seguito.

Quest'anno sarà molto più pericoloso e costoso, perché non ti potrai permettere di perdere nemmeno un decimo di secondo, hai solo una tappa ! Se ti va male in una gara con coefficiente più alto sei davvero fregato. Perché non guardiamo all'estero le cose che funzionano ? Io ho fatto qualche gara per esempio del TER: hai una prima tappa con già diverse prove e poi l'indomani una tappa più lunga e fai 180 km di prove speciali almeno. Forse sono parole "dure" da dire ma se non si hanno le risorse per fare rally da 180-200 km non si organizzano i rally: se io non ho i soldi per correre non corro. Perché non soddisfare il cliente che chiede più chilometri ?

Per il 2018 sento molto "rumore" intorno al CIR, ci sarà un bel numero di partecipanti, glielo auguro, il movimento ha bisogno di un CIR in salute, io ho la mia opinione e mi sembra di averla argomentata: preferivo la vecchia formula, magari ritoccata dando un miglior bilanciamento dei punteggi, per rendere la formula più interessante fino all'ultima gara. Guarda Scandola quest'anno, inizio di campionato difficile ma è riuscito a giocarsela fino all'ultima gara !

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