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La storia di .... Andrea Nucita

Paolo Andreucci premia Andrea Nucita

Andrea, cominciamo dalla "fine": Ti sei aggiudicato il titolo di "Personaggio dell'Anno 2017", assegnato dai tifosi. Cosa rappresenta per te questo premio? 

Mi lusinga molto, e per un motivo molto semplice: io sono nato nel 1989, ho 28 anni, e quando mi sono affacciato all'ambiente delle gare Rallylink c'era già. Io seguivo le gare attraverso questo portale, che per me è stato una manna, un sentiero da seguire per avvicinarmi alle gare. Ritrovarmi oggi ad essere premiato come "Personaggio del Rally" a livello nazionale proprio da questo portale mi riempie di orgoglio perché mi riporta a tantissimi ricordi, aneddoti legati alla specialità, e soprattutto comunque mi fa pensare che tanta gente negli anni, seguendo la mia carriera, si è rivista in me: questo vuol dire che ho lasciato un'immagine abbastanza positiva, che mi riempie di orgoglio, sia a livello prestazionale che a livello umano, che è la cosa che mi interessa di più. Sono estremamente lusingato ed orgoglioso di questa cosa, perché Rallylink è uno strumento sul quale abbiamo vissuto tutti, e riuscire a raggiungere un traguardo così grande attraverso il portale sul quale tutti cerchiamo informazioni sull'ambiente dei Rally mi riempie veramente di orgoglio.  

Nucita / Princiotto - Ciocco 2012

Puoi farci un breve riassunto della tua carriera, dagli esordi ad oggi?

Io appartengo ad una famiglia con radici profonde nel Motorsport. Mio padre correva negli anni '80 con la Simca, quindi altri tempi davvero. Nel 95 abbiamo fondato la scuderia Phoenix, il sodalizio di famiglia. Pian piano negli anni siamo riusciti a gestire 150 piloti, anche se a livello regionale o nazionale per noi è motivo di orgoglio. Papà correva, mio fratello ha iniziato a correre nel 2004, per cui che io fossi legato alla passione dell'automobilismo era inevitabile. Del resto, avendo l'esperienza di mio padre e mio fratello, partivo da delle buone basi. Mi ricordo che volevo correre, come ogni ragazzino di diciotto anni, ma non mi facevano correre; mio papà mi diceva "prima di fare la prima gara devi fare un corso di pilotaggio, capire come si guida". Io ero un ragazzino, volevo correre, non mi interessava capire come si guidava. Ho poi fatto fatto un corso di pilotaggio ed ho debuttato nel 2008, facendo il Trofeo Peugeot e la Coppa Italia nella mia zona in Sicilia: Al debutto sono riuscito a vincere sia il trofeo che la coppa italia, con grande soddisfazione sia per me che per la mia famiglia che mi ha dato l'opportunità di esserci. Nel 2010 ho deciso di fare il Campionato Italiano nel Trofeo Peugeot, con la 207. Le prime due gare non sono andate benissimo per cui sono passato al Trofeo Abarth, iniziando dal Salento e le gare rimanenti. Abbiamo vinto l'Under 23 e siamo giunti secondi del Trofeo Nazionale. Il premio era la partecipazione al Monza Rally Show, con la Punto Super 2000 Ufficiale. Nemmeno a farlo apposta, sono stato l'ultimo pilota ufficiale che Abarth ha iscritto ad una gara. Anche quello è un ricordo molto entusiasmante.
Nel 2012 ho vinto il Campionato Italiano Junior, nel 2013 il Campionato Italiano Produzione, nel 2014 abbiamo provato a passare alla categoria superiore giungendo quarti nel Campionato Italiano assoluto. Nel 2015 mi sono preso un attimo di pausa. Ho corso in Portogallo, che era una delle poche apparizioni che avevo in mente di fare nel Campionato del Mondo. All'esordio nel Mondiale siamo andati con i piedi per terra, riuscendo a vincere il Gruppo N e la nostra classe, giungendo primi degli equipaggi Italiani con la Subaru. Per me è stato motivo di orgoglio incredibile. Nel 2016 sono tornato nel Campionato Italiano, così come nel 2017 quando ho concluso la stagione con l'Abarth tornando per così dire al punto iniziale. Loro hanno iniziato un nuovo progetto con la 124 ed io a fine anno ho approcciato Michele Bernini, che conoscevo da molti anni ma con il quale non avevo mai avuto occasione di collaborare, e mi ha proposto di provare dicendo "questa è una macchina nuova ed a mio avviso tu potresti andarci forte".

Siamo partiti ed effettivamente abbiamo scritto delle belle pagine di storia, con una macchina sulla quale avevano corso piloti del calibro di Delecour, tantissima gente che è presente negli annali della storia del Motorsport. Siamo riusciti a fare dei risultati che quella macchina non aveva mai fatto, che ci hanno catapultato ad un inizio di stagione 2018 molto interessante con il primo appuntamento di Campionato del Mondo a Montecarlo. Abbiamo accettato molto volentieri, purtroppo non abbiamo potuto portare a termine la gara per un guasto elettrico ma siamo riusciti a metterci in mostra con un quarto tempo assoluto nella prova più difficile della gara, con condizioni complicate e tanta neve, risultato che mancava da tempo. Un equipaggio Italiano con un'auto Italiana non faceva un risultato simile dai tempi della Lancia. Ad oggi ritengo di potere essere soddisfatto della carriera che ho fatto, desidero ringraziare tutte le persone che mi hanno masso in condizione di poterlo fare, i partner, la mia famiglia, i costruttori che mi hanno permesso di dimostrare quello che so fare. 

Monte Carlo 2018

Tu hai avuto l'opportunità ed il coraggio di metterti in gioco anche all'estero. Quanto pensi che sia importante rischiare, e quanto consiglieresti ad un giovane di andare a vedere come è veramente "l'erba del vicino"?

Sinceramente lo consiglio, perché è anche un modo di valorizzare il nostro campionato Italiano. Inevitabilmente tutti i campionati nazionali, quindi anche il tricolore, sono gare più ristrette come chilometraggio rispetto al mondiale. Quindi i chilometraggi inferiori danno meno tempo ai piloti per dimostrare il loro valore, obbligandoli ad andare più forte possibile prima possibile. Questo può essere un punto a sfavore, ma anche un pro perché comunque si impara ad andare forte subito. Io sono nato nel Campionato Italiano, che è così, ed a questo devo dare grande merito. Nel momento in cui mi trovo a confrontarmi nel Campionato Mondiale ti dirò che questa esperienza mi viene in aiuto perché nel mondiale vi sono chilometraggi elevati dove subentra una parte di tattica, di astuzia, una parte del pilota che magari non conosci; di contro di tuo hai il talento e la preparazione ad andare forte fin da subito. Quindi magari rispetto ad altri campionati nazionali noi siamo abbastanza preparati alla prestazione vera e propria, quello che dobbiamo fare è tornare indietro: ovvero andare un po' più piano, cercare di ragionare, lavorare sulla tattica di gara, pensare che abbiamo l'equivalente di tre gare di campionato italiano in una, per cui paradossalmente forse per noi è più facile tornare indietro ed andare un po' più piano, mantenere un ritmo un po' "più blando" e cercare di arrivare alla fine delle giornate. Quindi il consiglio che voglio dare è di non avere paura del campionato del mondo, in quanto partiamo da una base veramente alta a livello di velocità perché il campionato italiano è così. Quindi secondo me non bisogna avere paura o timore di confrontarsi in altri campionati in quanto a mio giudizio abbiamo delle basi veramente valide per poterlo fare, occorre solo cercare di entrare nella mentalità giusta, ovvero farsi seguire dalle persone giuste, servono gli ingegneri, la struttura, il team, le tattiche di gara. Dal punto di vista del talento io credo che in Italia abbiamo diversi piloti che, a livello di talento, possono ambire a competere con i migliori al mondo; bisogna forse fare un passo indietro e pensare che per andare forte non serve solo il talento ma anche tante altre cose. 

Monte Carlo 2018

Non so se hai già programmi per il 2018, ma se potessi scrivere ora che il Montecarlo è già passato una "lettera a Babbo Natale", cosa chiederesti? 

Scriverei il Rally di Svezia. Mi piacerebbe essere al via di tutte le gare del Campionato Mondiale, sono sincero, perché in carriera ho avuto due opportunità di confrontarmi e quello che abbiamo imparato nei campionati nazionali ci è servito molto. Mi piacerebbe quindi capitalizzare l'esperienza fatta in Italia nel Campionato del Mondo, penso che ci sia l'opportunità di dimostrare che in Italia ci sono talenti che possono emergere in quanto il nostro campionato qualitativamente è molto alto. Sto lavorando in questa direzione, per fare la Coppa del Mondo GT, che è il mio obiettivo, pur se non escludo altri impegni sporadici in Italia o nell'Europeo. 

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