Il Rally di Alba 2018 è terminato

podioE' terminata anche questa edizione del Rally di Alba, dal format particolarmente intenso: abbiamo ascoltato per due giorni le impressioni degli equipaggi e degli organizzatori, logico quindi, a caldo, farsi un'idea di come sia andato. La parte sportiva è chiara: un fin troppo poco esaltato Alessandro Gino, pilota gentlemen che negli ultimi anni ha collezionato vittorie assolute come nessuno in Italia, ha controllato la gara dal primo metro, accelerando quando gli avversari si facevano troppo sotto; Elwis Chentre è ritornato con il solito piede pesante anche se le prime prove le ha passate ad adattarsi alla vettura; Andrea Minchella è stata la vera sorpresa di questo rally, dove ha pagato alla fine solamente l'inesperienza per queste strade che se non le conosci ti tradiscono quando non te lo aspetti (leggi "tanti tagli che sporcano la strada").

Ma se c'è una cosa che rende simili tutte le centinaia di commenti a fine prova che abbiamo raccolto, sono state le lodi a questa gara e ai suoi organizzatori: si corre in paesaggi stupendi, su prove bellissime, compresa la prova spettacolo che è stata allestita come un piccolo circuito e ha convinto tantissimo pubblico a pagare il biglietto sabato sera per vederla e il fatto di essere al centro di una città gioiello come Alba ne esalta ancora di più la qualità. Ma le principali lodi vanno all'organizzazione: sappiamo che è sempre più difficile organizzare un rally e venendo a conoscenza di tutti i retroscena ci passa spesso per la mente la frase "ma chi glielo fa fare ?" , ma ad Alba tutto riesce bene grazie all'immensa passione degli organizzatori. Si riassume tutto in poche parole, pronunciate tante volte dai piloti in questo weekend: "un rally organizzato dai piloti per i piloti !" Che sia il segreto ? Alla prossima