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WRC, Le previsioni per il 2022 tra incognite e speranze

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Neuville e Evans dicono la loro sul campionato che scatterà a gennaio da Montecarlo

Manca meno di un mese al via del primo mondiale rally dell'era ibrida, ma i punti interrogativi sono ancora molti.

Sin da subito critico verso questa conversione, Thierry Neuville si è detto convinto che nel Principato regnerà la confusione. "Restano diverse zone d'ombra", le sue parole al sito DirtFish.

Reduce dall'ennesimo test sulla nuova i20 N Rally1, a questo proposito, il belga della Hyundai ha ammesso di muoversi sulle uova. "Pur avendo accumulato un buon chilometraggio non mi sento al 100% a mio agio al volante e credo che sarà così anche per gli altri colleghi", ha segnalato prima di entrare nello specifico degli innovativi bolidi voluti fortemente dalla FIA e dai costruttori e da lui subito osteggiati.

"Hanno voluto eliminare delle specifiche tecniche che sebbene non molto interessanti permettevano a noi piloti di adattare perfettamente la macchina al nostro stile di guida", la critica verso alcune scelte legate all'adozione della nuova tecnologia.

Un campionato più combattuto

Ma se secondo il 33enne la campagna che sta per iniziare sarà tra il difficile e il criptico, per Elfyn Evans consentirà a più corridori di mettersi in mostra.

"Ad oggi sono in molti ad avere le carte in regola per imporsi, tuttavia le vetture ibride porteranno con sé delle incertezze e indovinare il progetto potrebbe rivelarsi complicato", la riflessione del gallese della Toyota che, nel 2022, conta di avere la chance della vita.

"In squadra sarò il più vecchio e forse quello con più esperienza, però so bene che partiremo tutti alla pari. Nessuno godrà di maggiore supporto", ha dovuto riconoscere mettendo le mani avanti, compiacendosi alla fine, della permanenza nel team, seppur a mezzo servizio, dell'otto volte iridato Sébastien Ogier, visto come uno sprone. 

Chiara Rainis